Svignarsela da se stessi non si può

“…Anche se sono uno solo, io non sono uno solo,
ho un io e sono sempre in rapporto con il mio
proprio io. Quest’io non è affatto un illusione;
si fa sentire parlandomi – io parlo a me stesso,
non sono soltanto cosciente di me stesso. E in
tal senso, benché io sia uno solo, io sono anche
due-in-uno. E può esserci armonia o disarmonia
con l’io. Se non sono d’accordo con altra gente,
posso alzare i tacchi e svignarmela; ma non
posso svignarmela da me stesso, e perciò cerco
sempre di essere d’accordo con me stesso
prima di prendere in considerazione tutti gli
altri. Ecco perchè allora è meglio patire il male
che farlo: perchè se facessi il male, sarei
condannato a vivere assieme a un malfattore
per il resto dei miei giorni, senza un attimo di
tregua. Ed ecco perchè non esiste crimine che
resti celato agli occhi degli dei e degli uomini…
…perchè io sono il partner di me stesso
quando penso e sono il testimone delle azioni
che compio. Io conosco quest’agente. E sono
condannato a vivere con lui. Il silenzio non
è possibile in un caso del genere.”

Alcune Questioni di Filosofia Morale – Hannah Arendt 

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