riflessioni notturne ntrillà-vallà

Sono le 3.28 di notte, mentre inizio a scrivere qui, sul mio blog (chissà a che ora finirò).
Sono al portatile, ho appena finito di vedere “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. E una parte di me si interroga
su tutto il male non necessario che gli uomini si fanno. Un male che, spesso, non fanno solo al prossimo ma anche
a se stessi. Nel film si parla di disagi mentali e cliniche psichiatriche del passato… un binomio non felice.
Ma, in realtà, il discorso è grande come la storia dell’uomo. E penso anche ai fatti recenti. Il terrorismo, l’Isis, le nostre coscienze da “occidentali”, non pulitissime. Così come penso a questioni più personali, intime.
Socrate diceva che gli uomini fanno il male perché non conoscono il bene. Sono d’accordo. Però non basta.
Qualche punto fermo credo ci sia… ma, a parte quelli, come si conosce il bene?
Avere la fortuna di poter scegliere tra due estremi è raro.
E penso che se ne abbiamo la percezione, a volte, è solo perché semplifichiamo scenari che sono in realtà più complessi.
In parte è un bene. In parte, nella semplificazione, si perde sempre qualcosa.
A dire il vero, poi, ogni volta che si sceglie si perde qualcosa. E va bene. Tutto non si può volere e non si deve avere. Bisogna desiderare per vivere… accettando i rischi.
Bene, sono le 4.10… io dormo adesso.

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