Viscerale

Viscerale

Ho messo le mani nel fango e nella carne viva.
Tutto era sparso per terra: un’immonda sozzura!
Erano pezzi di me, eiettati dalla mia anima viva.
E li ho raccolti, per appoggiarli nuovamente
al fulcro della mia umanità.
A mo’ di barriera, come una maschera cadente
e poco sincera.
Le mani cercavano, le mani bramavano,
racconta la mia fibra eterna.
Ma già dilaniavano il futuro e questo presente.
E il futuro remoto è un tempo assente.
Non c’è collante, non c’è volontà che tenga.
Questo edificio di viscere crolla a ogni passo:
ogni brandello di cuore è inanimato, è sasso.
Viscere che un poco raccolgo e un poco calpesto:
raccogliere se stessi è un poco funesto!
I passanti partecipano a questa vendemmia.
E rimane l’anima reietta e indegna.
Rimangono i rivoli di siero,
rappreso tra le dita delle mani:
e improbabili pensieri rivolti al domani.
Rimane la verità, rimane il tempo,
che sembra perso:
nessun atomo sfugge a questo universo!

Giuseppe Circiello

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