Uomo sacrificale

UOMO SACRIFICALE

Tutte le voci: 

“Come sacrificio di quale altare,  

l’umanità dell’uomo ch’è vivo scompare?  

A quale idea viene immolato l’uomo sacrificale e più usato?  

Colpa dei simili e colpa del fato:  

da Homo Sapiens a Homo Ponzio Pilato!” 


Prima voce:

 

“Uomo sacrificale: 

vita vestigiale del pianeta Terra: 

semplice numero tra amore e guerra.  

Bersaglio mancato di qualunque legame d’affetto:  

l’uomo è oggetto.”  

 

Seconda voce:  

“Il soggetto ha anima e luce –  

e ragionamento che lo conduce.  

Annullare non si può l’individuo:  

lo schiavo numero mille, non l’ultimo –  

ma per ipotesi il più convinto –  

ha per proprio fine se stesso.  

Questa è la dignità umana –  

la qualità necessaria.”  

 

Terza voce:

“Ma ne è degno solo con conoscenza e impegno:  

elementi unici che lo pongono al di fuori del più bestiale regno!”  

 

Quarta voce:

“No! L’umanità è latenza e ogni sua qualità è in potenza.  

Non v’è bisogno alcuno di esser consapevolezza:  

appartenere alla Specie è già certezza  

di miracolo ed unicità.  

Sia quel che s’è – nessun impegno ci salverà.”  

 

Quinta voce:  

“Tutto è relativo. Non è possibile trovare ragione.  

Cercare una verità assoluta è circolo vizioso e prigione.  

L’uomo ha sempre dignità? L’uomo è solo: si salverà?  

Nelle miriadi di chi va e viene è Qualcuno,  

o l’unico nome dell’Uomo è Nessuno?… (etc etc)”

Giuseppe Circiello 

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