prospettive e loro cambiamenti

Nel mondo materiale poche sono le circostanze da cui l’uomo pensante non possa trarre lo spunto per considerazioni filosofiche; e così io spesso mi sono chiesto se certi errori che tra noi hanno forza di legge, molte “storture” che noi consideriamo “diritte”, non scaturiscano per caso dal fatto che troppo a lungo siamo rimasti seduti, in compagnia della stessa gente, nella medesima carrozza. La gamba che hai dovuto tenere immobile a sinistra tra la cappelliera e il canestrino di ciliegie, il ginocchio che è rimasto premuto per tanto tempo contro lo sportello perché la dama di fronte non pensasse che tu intendessi attentare alla sua crinolina o alla sua virtù, il piede coi calli che aveva tanta paura dei tacchi del commesso viaggiatore seduto accanto, il collo che hai dovuto continuamente piegare a sinistra perché dalla parte destra filtravano gocce – ecco, tutte queste cose diventano alla fine colli e ginocchia e piedi storti.
Io penso che di tanto in tanto sia bene cambiare carrozza, sedile e compagni di viaggio. Così si può girare il collo da un’altra parte, ogni tanto si muovono le ginocchia, e magari ti trovi accanto una signorina con le scarpette da ballo o un ragazzino con le gambine che non toccano terra.
Allora c’è più probabilità di vedere diritto e di camminare diritti, non appena si ha di nuovo la terraferma sotto i piedi.

Max Havelaar, Eduard Douwes Dekker (aka Multatuli)

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