Giubileo e Bozze… Bozze di Giubileo

Oggi ho spulciato un po’ nelle bozze del mio Blog. 
E riflettevo su come molte cose si riescano a dire solo a se stessi. 
Qualcuno troverebbe più interessante questo luogo, solo se avesse accesso alle bozze… ahahah. 
Scherzo, ma questo è per dire che non mi viene mai troppo facile lo scriver di me. Meglio esprimersi attraverso la musica, o qualche poesia. 
E meglio dedicarsi a qualche citazione. 
Anche se, devo dire, questo è il primo blog su cui, pur se di rado, mi capita di sfogarmi riguardo a cose personali. 
Chissà se anche gli altri blog sarebbero più interessanti, se letti attraverso le bozze, attraverso gli scritti composti e non pubblicati. 

Altra cosa. Oggi è iniziato il Giubileo. La chiesa cattolica garantisce l’assoluzione plenaria ai pellegrini etc etc… 
Questo mi fa riflettere sul significato del perdono, non tanto quello dato, ma quello richiesto. 
Quante persone si rendono effettivamente conto che, chiedendo scusa, non cancellano le proprie azioni ma, più che altro, si impegnano a non ripetere gli stessi errori in futuro? 
Lo scusarsi sincero dovrebbe essere l’assunzione di un impegno per il futuro. 

Ad ogni modo, qualche giorno fa, qualcuno ha bussato alla mia “porta santa”… ed io coerentemente e con la voglia di non rimpiangere nulla in futuro, anche se, stavolta, non entusiasmato, ho concesso qualcosa… 
Ma non saprei dire che cosa ho concesso. “Assoluzione plenaria” non la chiamerei perché, come scrivevo prima, non sento più “entusiasmo”. 
L’affetto ha fatto in modo che ti rispondessi… e vedremo… 
Ma tu sei cosciente che non basta (più) chiedere scusa? 
Perché posso fare anche come Gesù e perdonare 70 volte 7… 
ma questo non significa che le cose, dentro di me, e le mie valutazioni, rimangano sempre invariate. 

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5 pensieri su “Giubileo e Bozze… Bozze di Giubileo

  1. Quando uno chiede tante volta scusa ci sono due scenari
    a) chi domanda scusa lo fa senza metterci il cuore: se ne approfitta
    b) chi domanda scusa pensa di aver ragione ma da più importanza alla riappacificazione (cit Fabio Volo:-) ): chi le riceve dovrebbe iniziare a scendere dal piedistallo e sforzarsi di comprendere veramente

    • In parte penso tu abbia ragione… Ma credo esistano ben più di due scenari.
      Ed è vero che, messi di fronte a questa situazione, bisogna sforzarsi di capire.
      Ma capire non è sempre facile e non sempre il percorso per arrivare a capire, insieme o da soli, è facile.
      Ormai con questa persona riesco a parlare solo per litigare e poi dopo scusarci.
      Da un lato è sinonimo che qualcosa, un legame, c’è.
      Dall’altro è l’evidenza che qualcos’altro non funziona.
      Forse dovrei capire, per far cessare questo circolo.
      Ma non me ne si dà mai davvero la possibilità… e ormai, non sapendo cosa fare…
      tendo a far poco… o niente. E forse per adesso è l’unica cosa da fare…
      Non so… sono molto dubbioso… Vedremo.

      • Due scenari archetipali, la vita è sempre più articolata e sfumata. Cmq esistono legami “malati” che si mantengono perché sono quella che si chiama zona di confort, sovente legata ad un ricordo di un’emozione positiva originaria, sotterrata da un sistema relazionale disfunzionale.

        Insomma si litiga perché non si va più d’accordo, perché si è delusi e si fa pace per il ricordo.

        Cambiare il sistema relazionale si può, è anche piuttosto facile in termini concreti, ma quasi impossibile in termini emotivi….

        Avete una bella sfida. Entrambi

  2. Io mi sento un po’ una cacchetta, perché fatico molto a concedere il perdono a qualcuno. Lo faccio solo se mi sento convinto, altrimenti recido tralci e rami che nemmeno il più bravo dei giardinieri esistenti sulla faccia di questa Terra.

    Quanto alle bozze, non riesco a lasciarle bozze: trovano sempre compimento, in un modo o nell’altro, e diventano degli scritti. Il senso di incompiuto non mi è simpatico. Tutte le cose incompiute del mio passato sono le mie più grandi vergogne.

    • Io cerco di essere selettivo prima, per non dover tagliare poi…
      Credo, comunque, siano entrambi modi di proteggersi…
      In realtà, poi, solo con determinate persone mi faccio tali pippe mentali…
      Il problema, secondo me, è che penso di più al bene che provo, che al “””male””” (tra molte virgolette) che mi fanno…
      Mi piacerebbe avere il potere di sistemare sempre tutto…
      Ma arriva anche per me il momento “cacchetta” prima o poi… solo che prima di arrivarci mi faccio mille scrupoli… (scrupoli che, crescendo, ho capito essere spesso unilaterali ^_^ )….

      Ps: interessante quello che dici sulle cose incompiute… e sul senso di incompiuto… sono d’accordo… magari non per le bozze… ma a livello di “vita” si… Prima o poi si deve concludere tutto…

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