quella notte invecchiai…

XLIII

Lasciai perdere la luce, e sul bordo 
del disfatto letto mi sedetti, 
muto, cupo, la pupilla immobile 
fissa sulle pareti. 

Quanto tempo sono stato così? Non so; abbandonandomi 
l’ebbrezza orribile del dolore, 
la luce spirava e nei miei balconi 
rideva il sole. 

Non so nemmeno in così terribili ore 
quel che accadde in me o quel che pensai; 
solo ricordo che piansi maledendo 
e che quella notte invecchiai.

Rimas, Gustavo Augusto Bécquer

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...