Ti voglio bene, papà

Caro papà,
nascosto tra le bozze di questo blog, c’è un lungo post dedicato a te e a me.
Lo scrissi quando eri ancora in vita e lo interruppi, perché quella sera litigasti con la mamma.
Tu volevi dormire con le finestre aperte, perché ti mancava l’aria.
E lei non voleva, perché l’inverno era pieno e aveva freddo.
Erano belli questi piccoli litigi tra voi vecchietti. E tu avevi ancora un po’ di forza, per alzarti dal letto e dire: “Io vado a dormire sul divano!”
Faceste pace la mattina dopo, al risveglio.
Quella, se ricordo bene, fu la terzultima volta che ti vidi all’impiedi.
Ecco, il post che stavo scrivendo quella sera lasciamolo là, tra le bozze e in quel contesto.
Oggi voglio dirti che mi manchi. Mi sembra incompleto e strano il mondo senza di te.
Senza la possibilità di camminare per Ercolano ed imbattermi in te.
Un mondo dove non possiamo essere il Bastian Contrario l’uno dell’altro.
Ti abbraccerei come se tu fossi mio figlio, se ora comparissi davanti a me.
Con tutto l’affetto di cui dispongo.
Fortunatamente ce lo siamo dimostrato.
Mi hai detto, scoppiando a piangere, pochi giorni prima che la malattia ti portasse via, che mi vuoi bene… e che forse non me lo avevi saputo dimostrare.
Lo dicesti all’improvviso, mentre ti facevo compagnia e ti tenevo la mano.
Vederti piangere di cuore per questo, mi ha fatto capire la liberazione che devi aver provato nel dirlo.
La notte in cui sei morto, prima di andare a dormire un po’, anche io ti ho detto:”Ti voglio bene, lo sai, vero, papà?” E tu, che per via del dolore soffrivi e avevi gli occhi chiusi, mi hai risposto annuendo.
Sono contento che queste siano state le ultime parole che ti ho detto.
Sono contento di avertelo detto, nonostante due caratteri non sempre compatibili, tante volte.
Sono contento di averti baciato, abbracciato, ammirato, amato ed anche tutto il contrario di quanto appena elencato.
Ma delle cose belle sono più contento che di quelle brutte, perché so e ho capito che, forse, ti scoppiava il cuore di gioia quando ti coccolavo, proprio come quando sei scoppiato tu a piangere quando mi hai detto “Ti voglio bene etc…”
Tra le tue ultime frasi c’è questa: “Mi state riempiendo di baci”… Ed è poesia.
Ti abbiamo voluto tutti molto bene e ci manchi e ci mancherai tanto.
Stai vicino a noi. Non sono credente, ma in te voglio credere anche adesso.
Ho conservato il tappino che si riavvitava vicino all’ago che ti rimaneva in vena, dopo le flebo. Te lo riavvitavo ogni giorno, dopo la fine della terapia.
Forse è un bene che tu non soffra più. Ma avrei continuato a starti accanto in eterno…
anche se a volte è parso di no, perfino a me stesso…
C’è solo una cosa che vorrei dirti e che vorrò sempre dirti:

TI VOGLIO BENE, PAPA’!

Annunci

3 pensieri su “Ti voglio bene, papà

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...