Indipendenza e strumentazioni…

Strumenti, amici miei! Siete sempre belli puliti e sapete sempre con la massima precisione cosa fare di qui a un istante. Naturalmente, lo sapete solo se una mano esperta vi ha messi in moto. Vorrei essere come voi, strumenti, sapere sempre cosa fare fra un minuto, fra un’ora, fra un giorno, fra un mese. Per voi è facile: vi limitate a eseguire compiti. Finora anch’io mi sono limitato a quello, pur senza la vostra precisione. Cosa ci può essere di meglio che ricevere compiti ed eseguirli? E’ il sogno di ogni uomo modesto. Cosa ci può essere peggio dell’indipendenza? Per un uomo modesto, s’intende.
Cosa ci può essere di più bello e di più gradevole dell’indipendenza? Se ti pervade questo senso di scioltezza, risolutezza e trepidazione, ti preoccupi per lei come per un vaso fragile. E se alla fine va in frantumi, ti viene da pensare che forse è meglio così: dava troppi grattacapi.

Vasilij Aksënov, Il biglietto stellato


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