pensieri notturni in libertà

Dato che questa sera non riesco a dormire, ho deciso di scrivere un po’… qui. 
E’ da tanto che non lo faccio. Eppure in questi giorni ci ho pensato spesso. 
Volevo scrivere qualcosa sulle mie nipoti, che sono venute ad Ercolano. 
Ma non penso che lo farò questa notte. L’idea era semplice comunque: stanno crescendo. 
Sono ancora due bimbe molto piccole, eppure sono delle persone. Soprattutto con la più grande si nota (grande poi! 3 anni). C’è un piccolo mondo in lei, che si sta formando. Ha i suoi pensieri, fa i suoi ragionamenti. E’ una persona. 
Chi sa come diventeranno! 
Se c’è una cosa che ho sempre pensato, come figlio… è che un genitore deve avere la curiosità di scoprire cosa diventerà suo figlio. Non bisogna indirizzare troppo, nè avere troppe aspettative. Le possibilità e le potenzialità evolveranno da sole… se ci intromettiamo troppo, ammaestriamo dei cloni. Io credo che, date alcune regole forti di base, bisogna lasciare poi quanta più libertà è possibile…e avere curiosità… e voglia di essere sorpresi e accettare la sfida dell’ignoto. L’ignota persona che sta nascendo e che non conosciamo. 
E spero che con le bimbe stiamo facendo bene, tutti. Non le vedo molto spesso, perché loro sono sul Garda e io sotto il Vesuvio… ma mi pare che siano felici e sane e vispe. E così va bene! 🙂 
Ed ecco che, anche non intendendolo fare, le dita e la mente mi hanno trasportato e ho scritto tutto quello che volevo scrivere su di loro. 
Detto questo cosa aggiungere, in questa insonne notte?
Papà mi manca e manca a tutti. Sembra incredibile che non ci sia. E sembra che sia passato un millennio dal 29 Febbraio…e allo stesso tempo pare anche che sia stato ieri, che è morto. Spero che qualcosa di lui sia rimasto. Di sicuro il ricordo. Poi chissà. 
Avendo visto e seguito la malattia e la morte così da vicino, quest’anno, ho scoperto che, tutto sommato, essa non è terribile. Triste e ingiusta e impossibile da capire a fondo, ma non così spaventosa. Forse è diverso, però, quando segui per mesi e quotidianamente una persona che sai che si sta inevitabilmente spegnendo. E’ una supposizione. 
Ma tutto sommato noi rimaniamo e dobbiamo vivere. 
Di fronte a questo pensavo una cosa, poco tempo fa. E’ questa… forse è un po’ “forte”, ma devo guardarla in faccia e dedicargli un pensiero: ricordo di avere sofferto dolori molto più lancinanti ed atroci, quando X mi ha spezzato il cuore. Insonnia e tumulti interiori per almeno un anno… Ma forse sono due cose da non mettere sullo stesso piano… una morte annunciata è irrimediabile e non ti resta che accettarla. 
La morte del tuo amore, non per volontà tua, è invece qualcosa di cui è difficile capacitarsi. 
Ma me ne sono capacitato poi.
Esperienza formative entrambe comunque. La lezione di mio padre non l’avrei mai voluta imparare. La lezione di X… beh… sono grato a X…: quel dolore è parte della vita.
Doveva venire.
E ora?
Ora dopo tutti questi punti… (molte altre cose qui non le ho menzionate)… direi che il foglio è pieno e la pagina si deve voltare… E credo proprio di starla voltando (se si può dire così… ma concedetemi gli erro… sono le due di notte)…

Bene… vado a nanna… 

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