Arte, flop e pop…e la cura.

Adoro come gli Haters delle varie pop-star storpiano i nomi delle poverette – ma non dovrei. Mi sono reso conto di questo negli ultimi tempi, da quando ho iniziato ad ascoltare musica meno impegnata ma, secondo me, pur sempre molto piacevole. Non si può essere veri amanti della musica, se piace solo il rock o gli artisti indie, o quelli così di nicchia che suonano al cimitero! Ad ogni modo… tornando a queste offese pop… ho notato che i nomi vengono storpiati soprattutto con il termine “flop“.

Così, prendendo ad esempio Lady Gaga, i suoi album si trasformano in The Flop Monster, Flop This Way, ArtFlop, Flopanne. E Madonna, invece, diventa Oldonna, chiaro riferimento alle sue quasi sessanta primavere passate. Continuando, gli idoli degli anni ’90 -’00 Britney Spears e Christina Aguilera si trasformano in Shitney e Floptina. Flophanna e Floppy Perry (inutile precisare chi siano) chiudono questo viaggio nelle battaglie del regno del Fandom.

Mi verrebbe solo da fare una domanda a queste persone. Ma il successo è così importante in campo artistico? Possibile esserne così ossessionati da gridare al flop, se uno invece di guadagnare miliardi di euro ne guadagna milioni o migliaia? Mi dispiace che alcune persone considerino le vendite come sinonimo di bravura e capacità artistiche. E’ palese che non è così. Certo è vero che un po’ bisogna vendere, altrimenti diventa impossibile produrre nuova musica. E dunque bisogna preoccuparsi un po’ di piacere anche agli altri… il che, secondo me, è una qualità insita dell’arte… ma non bisogna nemmeno lasciare che i numeri, i soldi e il consenso ci chiudano il cuore e ci impediscano di vedere e riconoscere il bello. Ossessionati dal bello e dal successo rischiamo di diventare brutti.

L’ultimo singolo di Lady Gaga, ad esempio, The Cure, non avrà centinaia di milioni di visualizzazioni… e l’album Joanne non avrà venduto milioni di copie, ma io lo ritengo molto bello. E’ una maturazione e una raggiunta sicurezza nelle proprie capacità, che sta spingendo la Germanotta a “struccarsi” e a tentare meno sensazionalismi. Mi piace la musica che si preoccupa solo di essere bella e non di quanto in alto starà in classifica o di quanto il conto in banca ingrasserà. Ed è un peccato che un essere umano liquidi gli sforzi creativi di una persona e i suoi sentimenti con un “flop”. Chissà se la gente si rende conto che questo modo di approcciarsi alle cose dice molto di loro. E non dice cose belle.

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